Ivaldo Franceschini nasce a Lanciano (Chieti) il giorno 11 Gennaio 1951, frequenta il liceo scientifico a Chieti dove si diploma nel 1969 e poi la facoltà di architettura dove si laurea nel Luglio 1975 presso l’Università G. D’Annunzio di Pescara. Ha svolto diverse attività, quali quella di giornalista (Per 6 anni è stato conduttore televisivo di un programma sportivo, sull’emittente privata TVQ di Pescara fino all’anno 1995) . Ha scritto pezzi di costume e di politica sul settimanale abruzzese “La nuova Gazzetta” dal 1990 al 1995. Si diletta a dipingere con discreto successo ed è anche cesellatore. Lavora l’ottone ed il metallo in generale, ricavandone candelabri, porta sigarette, lampade da tavolo e lampade a piantana. Dal 1984 ha lavorato presso Poste Italiane S.p.A. con il ruolo di architetto. E’ andato in pensione nell’anno 2008.

Ivaldo Franceschini è un autore di raccolte di poesie alquanto diluite nel tempo, attraverso le quali ha tentato di personalizzare il linguaggio poetico contemporaneo. Grazie ad uno stile innovativo, denso ed ermetico avvolte duro, in cui la parola poetica si carica di forti istanze evocative e conoscitive, ha trascorso buona parte della sua vita in contesti d’arte, con suo padre poeta e letterato e suo fratello artista pittore.
Le sue poesie (1990 - 2019) risentono del modello rappresentato dall'opera di Charles Baudelaire, infatti in esse c’è sempre il tema del conflitto tra l’essere ed il voler essere, e quello  dell’ideale rappresentato dalla bellezza che, nella donna trova la protagonista della scena. La prima raccolta di poesie è stata pubblicata dalla casa editrice Kimerik nel 2012 dal titolo “Affannosa ricerca di te”. Poi nell’anno 2013 hanno fatto seguito altre tre raccolte di poesia rispettivamente dai titoli :
“Il nuovo volo”- “Musica dentro” e “Melodramma del mio tempo”tutte edite dalla casa editrice Edicom di Milano. Nel mese di Marzo 2017 è stata pubblicata una nuova raccolta di poesie dal titolo "Un nuovo Giorno" a cui ha fatto seguito nel mese di Dicembre 2018 ancora una pubblicazione dal titolo "Solo amore"entrambe edite dalla Casa Editrice Edicom di Milano. Nel prossimo mese di Giugno 2019 uscirà l'ultima pubblicazione dal titolo "Guardare oltre"sempre edita dalla casa Editrice Edicom di Milano.

Sin da adolescente veniva complimentato ed incoraggiato dai compagni di scuola e dalla maestra, a coltivare la sua inclinazione per la poesia, perché i risultati ottenuti erano promettenti, e lui  non stava nei panni per la gioia. Sentiva di avere dentro tanto da esprimere ma gli mancava l’ incoraggiamento.
Già all’età di dieci anni,  sentiva il bisogno di riportare sulla carta le sensazioni e le emozioni che gli dava leggere i grandi maestri della letteratura, ed i poeti, ma già in lui si faceva strada la paura di apparire scontato.
La grande voglia di imparare a scrivere, a leggere ed a interpretare i grandi saggisti ed i grandi poeti, e la maniera di farli vivere nei suoi componimenti, lo hanno convinto che anche lui doveva provare.
Tutto quello che è riuscito ad esprimere è stato frutto, oltre che della sua costante applicazione nella conoscenza, soprattutto del suo profondo amore per le cose e per gli eventi della vita che hanno sempre evocato in lui, la voglia di cantare l’amore con tutte le sue implicazioni!
Ha cominciato rimanendo colpito nel leggere Giacomo Leopardi per il quale ha sempre provato tanto trasporto ed interesse e, per il quale, il suo linguaggio espressivo si manifestava con più naturalezza. Poi si è appassionato ai “poeti maledetti” tra i quali
Charles Baudelaire e Stéphane Étienne Mallarmé, anche se il suo incanto è sempre stata Sylvia Plath.
Oggi dopo tanti anni e tanti percorsi , si può  dire con serenità che l’artista ha conseguito una maturità artistica, la coscienza e la consapevolezza delle sue capacità;
per lui, la scrittura e la poesia rimangono sempre, lo strumento più immediato e spontaneo di espressione, di comunicazione, di comprensione del reale e di se stessi, attraverso il concreto ed il fantasioso, attraverso le concessioni e le negazioni.
Il forte carattere, la determinazione ed il coraggio, si ritiene possano essere considerate le sue componenti naturali che non lo  hanno fatto mai arrendere.
Chi ha avuto modo di conoscerlo, oltre quello espresso sui fogli bianchi, ci auguriamo abbia inteso subito il significato del suo dire, abbia magari capito quanto egli viva per la musicalità della poesia, consapevole come è, di cimentarmi in un contesto difficile ma non per questo meno soddisfacente.
L’artista si interroga sovente se lo si nasca o lo si diventi ma ogni volta, egli si risponde in modo sereno ed obiettivo che, l’arte è tutto quello che scuote l’anima, che stimola e che ti appaga, al di la di tutte le congetture filosofiche che la trattazione implica.
Quello che è il suo obiettivo prioritario, crediamo sia il cercare di trasmettere  messaggi d’amore e porre interrogativi a tutti, sensibili e sterili.
 In tutti i suoi componimenti, infatti, crediamo si legga e si traduca il richiamo,
il riferimento al suo modo di pensare la vita, allo stato emotivo che essa determina in lui, fatto di cose semplici ma importanti, fatto di momenti lirici e di episodi di crudo realismo.
Ad Ivaldo Franceschini piace fare scorgere nel suo modo di comporre, un chiaro segno di dualismo irreale, tra vero ed immaginario; c’è in lui  infatti l’interrogarsi su tanti perché; va alla ricerca di una verità fatte anche di cose che non si vedono ma che vivono all’interno di noi stessi. Le sue poesie ci piacerebbe catalogarle, come momenti che si vorrebbe vivere, come passaggi obbligati attraverso il conscio e l’inconscio, si vorrebbe leggerle ed interpretarle come una favola anche se non sempre dal bel finale!
     Ogni situazione che racconta, che impressiona sulla carta, deve trovare collocazione precisa nel contesto in cui esso matura, in cui esso ha valore. Raramente riesce a cogliere il limite oltre il quale finisce il reale e comincia il sogno!
Questo suo perdersi nel tentativo di fondere le componenti reali a quelle immaginarie, fatti e cose, sentimenti e sensi, ricordi e rimpianti, sembra possa essere la sua maggiore peculiarità.
L’effetto non deve mai prevale sul contenuto, entrambi sono importanti nella rappresentazione, non di alternativa ma di riscontro a fatti quotidiani, testimoni di realtà vere, tipiche del nostro essere persone, essere uomini!.
Chi conosce il suo percorso artistico sa che ha sempre amato la poesia d’impatto che non descrive solo sentimenti ma cerca risposte anche fuori dal possibile.
Non nasconde che Il fascino sottile esercitato dall’impugnatura di una penna, dall’ascolto di una musica che suona e non stride; il brivido che scaturisce dalle domande che si pone, dal tracciare i profili, nel generare sensazioni, nel concepire la scena di vita, diventano per lui quasi inebrianti!
Non nasconde la sua convinzione che l’arte si può e si deve esprimere con ogni mezzo e con tutti i linguaggi comprensibili e non.
l’arte ha bisogno di spazio per emergere e per incantare e, quando si riesce nel tentativo, si è capaci di impressionare anche colui che non la conosce!!
Ama descrivere l’amore sia bello che anelato, per una composizione poetica che viva sempre in simbiosi tra la dolcezza delle componenti naturali e quella dei soggetti descritti.
La donna è quasi sempre la protagonista della scena!!! È lei che fa muovere il tutto, che dà significato e valore alla nostra vita perché espressione completa del desiderio d’affetto, del piacevole e del bisogno di dare e ricevere dolcezza. È lei che ricopre tutti i ruoli, quello di madre di moglie e di compagna, ci insegna e ci educa nel nostro vivere quotidiano; quanta gioia, quanto trasporto, prova l’artista nel concepire una condizione, nel dare anima a quella situazione.
Predilige indubbiamente, per contenuti e messaggi, fissare sulla carta, il mondo al femminile, sia esso vitale sia esso inerme, della natura che lo circonda, dei problemi che lo coinvolgono, dei bisogni mai appagati, delle incertezze della propria condizione di essere figura vivente o semplice cosa. Ama evidenziare tanti aspetti del vivere comune, senza mai tralasciare l’intento di scrutare quello che è dall’altra parte di tutti noi, quello che è più facile non trovare che rappresentare, quello che si è permesso di definire mondo dei “vorrei”.
 Il suo ardore per la composizione, per  la lirica, diventa componente emblematica delle sue scelte, del suo volere con ostinazione e coraggio infrangere le barriere espresse dalla natura, con tanta voglia di rappresentazione!
Per raccontare il mondo che vorrebbe, le sue passioni e le sue ragioni,  fa sempre  ricorso alla fantasia quale presupposto indispensabile per la produzione dì uno carattere che ama impressionare sui fogli bianchi; è consapevole di cimentarsi con tanta agguerrita concorrenza, ma la cosa gli fa da stimolo e non da impedimento. Ricerca  la presentazione del mondo al femminile, visto sempre in comunione tra amore e realtà oggettive, tra passione e crudezza d’esistenza. E’ sempre più  indotto a descrivere le sue figure con abiti semplici e spogli che si avvicinano ai modelli dell’essenziale, privi cioè di fronzoli inutili ma ricchi di valore a completamento dell’immagine che vogliono prefigurare.
Le situazioni che ama rappresentare esprimono a volte dolcezza e voglia di vivere, a volte tristezza e malinconia; i contorni dei soggetti sono sempre espressioni della natura;
gli scenari si sforza di farli apparire o armoniosi e pieni di luce e calore, oppure scuri come la paura che ci prende quando vogliamo conoscere. Ha voglia dì cantare e di incantare i momenti che porta dentro, con la sempre più convinzione di proporre interrogativi in simbiosi  con una natura, che vuole, il bello ed il puro, prevalere sempre sul perfido e sul corrotto!


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