La vita di ognuno di noi, fondamentalmente è un romanzo a tutti gli effetti. E' il Nostro romanzo, scritto nella memoria e generalmente mai pubblicato, dove i ricordi si trasformano i capitoli. Qualcuno decide di farlo tuttavia, convinto com'è che le proprie esperienze trascorse possano risvegliare l'interesse di curiosi ed assidui lettori. Per come la penso, questa scelta risponde alla necessità di un qualche sfogo cerebrale e la scrittura si presta favorevolmente a questa pseudo terapia. Durante i tumultuosi sbalzi d'umore della pubertà, ero solito compilare un diario cristallizzando stati d'animo, senso di ribellione, crisi esistenziali e via dicendo. Il diario però è un'arma a doppio taglio. Se da una parte funge da valvola di sfogo, dall'altra diventa un possibile strumento di ricatto se visionato da occhi estranei. Ho scelto di scrivere romanzi forse proprio per spuntare quella pericolosa lama, cogliendo così, solo i benefici che la scrittura può dare. Tuttavia, per quanto possa essere fantasioso e creativo un romanziere di genere, a volte, alcune storie di vita possono facilmente diventare dei romanzi. E' il caso di Sex Ring, un romanzo di seicento pagine che mio malgrado, non ha riscontrato il successo editoriale sperato, o almeno non sino ad ora. Durante la mia residenza in Inghilterra, mi sono relazionano con molte persone, più o meno interessanti. Fra queste, alcune si sono trasformate in amicizie temporanee. Ero giovane, curioso e ambizioso di nuove esperienze dal fascino internazionale. Lo sanno tutti, a Londra si può facilmente incontrare tutto il mondo. Qui conobbi Alan Stable (nome fittizio). Un impiegato della British Telecom con qualche anno più di me. Divenimmo assidui amici in accordo con i reciproci impegni di lavoro. Grazie a lui, mi ero procurato una guida turistica personale che mi permetteva di conoscere quel mondo non riservato ai turisti. Fui presentato a club e circoli privati dove era possibile sorseggiare drink anche dopo le 23. Io incuriosivo lui, probabilmente, perchè si sentiva più vicino all'Italia che sicuramente amava molto. Vero è che di italiani l'Inghilterra non manca, ma evidentemente io costituivo una variante allo stereotipo rimarcato degli "Italian do it better" così tanto in voga sulle magliette indossate in quegli anni. L'esperienza inglese giunse poi al termine per lasciare il posto a quella americana sul finire degli anni ottanta, a bordo della nave da crociera chiamata Island Princess della compagnia navale Princess Cruises. Qui il primo segno del destino: incontrai a bordo proprio Alan Stable. Quanto possibilità ci sarebbero state di incontrarsi in un ambiente così ristretto dall'altra parte del pianeta? Eppure accadde. Lo stupore e le emonzioni non mancarono. Ci scambiammo un po' di aneddoti trascorsi sul momento ma poi finì quando ci fu lo sbarco. Trascorsero alcuni anni e ricevetti in Italia una sua cartolina da Chicago. Sapevo che stava bene per quanto non avessi ricevuto un indirizzo di riscontro, segno che non disponeva di un recapito fisso. Dall'inizio degli anni novanta, iniziai a lavorare in un importante albergo di Milano come portiere di notte, grazie all'apprendimento dell'inglese dello spagnolo e l'ausiglio di un francese scolastico. Fu così che durante una di quelle notti di lavoro, comparve al check in una coppia insolita. Lei, per quanto visibilmente avanti con l'età, vantava un aspetto molto curato sin nei dettagli, sfoggiando un abito equivalente a tre o quattro dei miei stipendi. L'accompagnatore, moro dal taglio corto, fisicamente atletico e di gradevole aspetto in abito scuro e camicia aperta, rimaneva un passo indietro rispetto a lei. Sentivo il suo sguardo pressante su di me, mentre registravo i documenti, tuttavia non ricambiai l'attenzione sino a quando non lessi quel nome sul passaporto. Un'altra volta il destino stava manifestando l'ineluttabilità degli eventi: era proprio Alan Stable. L'incrocio degli sguardi fu come il bagliore di un lampo nella semi oscurità della hall. Non era possibile ... eppure stava accandendo. La nostra amicizia inglese fu una banale casualità. L'incontro nei Caraibi a bordo di una nave, per quanto curioso, fu una straordinaria coincidenza. Ma adesso? Nessuno dei due sapeva dove o cosa stesse facendo l'altro. Per come la vedevamo, ci trovavamo ai capi opposti del pianeta. Solo che in quel momento, per uno scherzo del destino, ci trovavamo a mezzo metro di distanza con un estranea. Silenzio per alcuni interminabili istanti. Non una parola. Il controllo della situazione lo prese lui con una smorfia delle labbra invitandomi a proseguire nel silenzio. Accolsi l'invito consegnando a lui le chiavi (non c'erano ancora i badge), limitandomi a proferire a mezza voce: "Suite 312". I due si avviarono verso l'ascensore accompagnati dal facchino e scomparvero dietro le porte automatiche. Una decina di minuti dopo, lui scese e mi venne incontro con le mani fra i capelli. "Non posso crederci, dimmi che è vero!! Ma sei davvero tu?! Risposi che non riuscivo nememno io a credere a quanto stava accadendo. Che probabilità potevano esserci di ritrovarsi casualmente per la seconda volta in quelle circostanze? Aggiunse che al momento, si trovava in una situazione molto delicata e che non poteva dedicarmi del tempo per quanto avesse voluto il contrario. Promise che sarebbe tornato a trovarmi più o meno alla stessa ora l'indomani. E così accadde. Fu una nottata emozionante, fra risate interminabili, qualche drink e ricordi. Ma la storia più interessante era decisamente la sua. Su questo non c'era alcun dubbio. Da tempo aveva lasciato la British Telecom, dedicandosi all'insegnamento della lingua inglese in vari istituti privati. Era più appagante e meno nosioso rispetto al lavoro in una multinazionale. Uno scandalo a sfondo sessuale però rovinò la sua esistenza sotto molti aspetti, da quello personale a quello più propriamente professionale. Una macchia indelebile sul proprio curriculum che non gli avrebbe mai più consentito di esercitare l'insegnamento. Proseguì il colloquio notturno snocciolando le sue memorie, alle quali mi appassionavo sempre più. Poi arrivò l'alba e i primi chiarori del giorno mentre svaniva gradualmente la magica atmosfera che solo l'oscurità della notte era in grado di creare. Gli chiesi di aspettarmi in attesa delle consegne ai colleghi, per condividere un ultimo caffè prima di congedarci e andare a dormire. Acconsentì con entusiasmo. Entrambi eravamo ancora elettrizzati per quell'anomalia del destino. L'adrenalina era intensa e galoppante nelle nostre vene. Ci sarebbe voluto molto tempo prima di poter scendere a livelli normali. Così ci ritrovammo per la colazione del mattino, circondati da chi la giornata, la stava appena iniziando. Approfittando dell'energia vitale intorno a noi, presi l'occasione per rammentargli che non avevo perso la passione di scrivere. Lui non rimase sorpreso più di tanto. Ho motivo di credere che in quegli istanti, stesse pensando a cosa avevo in mente. Ma non disse nulla, lasciandomi tutto lo spazio per proporre la mia idea. Scrivere la sua vita. O quanto meno, gli eventi che la rendevano così interessante. Lui rimase qualche istante in silenzio. Volse lo sguardo perso verso il traffico del centro di Milano per il tempo di dare una risposta. Poi mi guardò e disse: "Per me è ok, a condizione che non ci siano riferimenti alla mia vera identità. Questo è importanti e tu capisci bene il motivo." "Nessun problema, di questo non hai di che preoccuparti." risposi. Alan Stable, aveva perso tutto, lavoro, casa, una vita decorosa, a causa di uno scandalo a sfondo sessuale di cui non era colpevole. Grazie ad una serie di circostanze, all'improvvisazione e l'aiuto di una decisa forza di volontà, seppe rinascere dalle proprie ceneri, di un incendio del quale non ne fu mai l'autore. Così, grazie ad una serie di appunti, raccolsi le idee e scrissi la storia di qualcun altro intitolandola Sex Ring. Il titolo nasce dal significato ambiguo dell'espressione. Può essere interpretato come un circolo vizioso, dal quale non più possibile uscire, oppure una sensuale telefonata erotica. Tuttavia, il tutto converge ineluttabilmente al Sesso ed a quanto sia presente ogni giorno nella nostra vita. Per esigenze narrative, i nomi sono del tutto inventati e gli eventi sono stati parzialmente modificati. Ho voluto dare molta importanza ai dialoghi e alle scene di sesso esplicite al solo scopo di imprimere circostanze verosimili nel corso della narrazione. Ho scelto intenzionalmente e con un preciso scopo l'impostazione in prima persona, come se il protagonista raccontasse se stesso e le proprie memorie, trascritte in un diario aperto al pubblico. Da una vita, una storia. Una storia di cui ho avuto la fortuna di poter pubblicare. "Sex Ring, il desiderio di ogni uomo, la fantasia inconfessabile di molte donne." Un romanzo di Ted Braun, ispirato da una storia vera.

Contatto

Non avete il permesso per visualizzare il contatto
UNA VITA, UN ROMANZO E IL DIRITTO ALLA PRIVACY.UNA VITA, UN ROMANZO E IL DIRITTO ALLA PRIVACY.UNA VITA, UN ROMANZO E IL DIRITTO ALLA PRIVACY.

Back to top