SCOSSE E RISCOSSE NEL TRAFFICO METROPOLITANO

Sobbalzarullatrema il bus,

per una grembialata di secondi tonfano le ruote,

compresso schiacciate sul tratto irregolarviario,

mentre sussultano le viaggianti membra passeggere,

quasi sodomizzate dal duro dei sedili,

e gli sguardi sbattuti mal colgono le immagini lungo percorso.

Poi ritorna sul manto liscio d’asfalto,

il quadri ruote mezzo riassesta il suo procedere,

affianca lamiere di carrozzerie in moto,

s’incunea tra il fluirdiveicoli,

entra in corsie piucchepreferenziali.

Scampanellature chiedono il diritto di fermata,

l’angelodipendente dell’aziendautofilotranviaria ascolta-esegue,

maniallosterzo ferma, aprechiude leporteeriparte.

E’ avvezzo conducente al pulsante martello del cuordimegalopoli,

e macina costante i chilometri,

consuma la distanza tra i capolinea,

nel moto circolar perpetuo di partenza-viaggio-arrivo.


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