Il mio nome è  Celeste
Vorrei raccontarvi in poche parole la storia  che mi ha  portato a conoscere il Reiki e come esso diventasse parte integrante della mia vita.
 Inizio dicendovi che sono  un praticante ed  un maestro di karate che …
Nel 1991 Improvvisamente cominciai a stare male,  non capivo né  il perché né l’origine.
Né tanto meno che cosa mi stesse succedendo, ma  dopo alcuni esami medici mi fu diagnosticata una leucemia mieloide acuta.
Il mondo mi cadde addosso.
 Come Maestro delle Arti Marziali  insegnavo  l’Autodifesa ed ero un combattente ,  ma questo era un combattimento inaspettato e mi  ritrovai di colpo a  dovermi difendere da un male, che non conoscevo e che  in quel momento mi sembrava un nemico insuperabile, difficile da comprendere, poiché  mi stava minando alla base della vita stessa, combattendo contro il mio DNA.
Fui messo sotto pressione medica, iniziando con delle Chemioterapie fortissime, mi misero in isolamento, e non vi dico quello che provai dentro di me  in quei momenti di solitudine e malattia. L’espressione che ho usato” dicendo che il mondo mi crollò addosso” sarebbe stato più esatta nel dire che ebbi la sensazione che la terra mi stesse scivolando  sotto i piedi, poiché non ero neppure sicuro di essere capace di superare quel momento e quelle ore di difficoltà fisica ed emotiva. Ebbi delle febbri fortissime e delle reazioni fisicamente estenuanti.
A quel tempo i miei figli erano ancora  piccoli, e mi attaccai a loro con amore e speranza  per poter superare le avversità della situazione fisica e trovai  la forza  e la volontà grazie anche all’aiuto e l’incoraggiamento  di una gran donna, mia moglie, che vorrei qui ringraziare perché mi fu sempre accanto.
Riuscii a superare dopo sei lunghi mesi di terapie  e cure intensive il primo impatto della malattia stessa.
Dovetti rientrare al lavoro ma dopo sette mesi il male riapparve  ripresentandosi con  forza e caddi nella più completa disperazione. Ma ad aiutarmi, questa volta   fu  la Fede e la volontà  di vivere, che  mi spinsero ad andare avanti ed affrontare nuovamente altre chemioterapie. Questa volta i medici mi consigliarono di andare a Roma per sottopormi ad un trapianto autologo del  midollo osseo.
Lo superai grazie a tante cose unite assieme.
Alla bravura degli operatori e dei medici, all’amore ed i il supporto  della mia famiglia,  ed infine ma non meno importanti, alle persone che ci ospitarono tutto il periodo che rimasi a Roma.
Dovetti continuare a fare delle cure per poter rinforzare la mia salute per altri due lunghi  anni. Facendo spesso delle analisi e dei controlli periodici.
Tornai a lavorare naturalmente, superando dei momenti di stress forse dovuti alle cure, e quindi di nervosismo e di ansia,  sapendo  bene che tutto ciò non mi avrebbe aiutato, ma al contrario mi  avrebbe potuto  far ancora  del male.
 La mia famiglia aveva bisogno di avere un introito e quindi il lavoro era importante  e perderlo in quel momento  avrebbe reso più complicata la nostra vita.

 Il Reiki entra nella mia vita
 
In quel periodo un caro amico mi disse che la sua mamma aveva fatto un corso di Reiki e che dalle sue mani emanava un calore che trasmetteva  un beneficio.
Incuriosito del fatto, andai a fare una visita al gruppo nel luogo dove essi si incontravano.
Ricevetti  dalle sue amorevoli mani il mio primo trattamento, quando mi alzai mi sentii così bene che riconobbi in me quella pace interiore che stavo perdendo a causa dello stress lavorativo.
Da quel momento cercai un Maestro che mi poté insegnare e quindi  darmi la capacità di trasmettere a mia volta quel calore e quella serenità spirituale che avevo percepito.
Era il 1999.

Conobbi così il mio insegnante che ricordai sempre con affetto e ricevetti da  lui gli insegnamenti ed il potere di usare il Reiki  come una disciplina al servizio degli altri da poter condividere con amore e spiritualità.
Da subito  mi sentii di avere più forza e ritornai in palestra  riprendendo  a  fare del Karatè.
Sembrava che questa energia ritrovata attraverso il Reiki  mi permettesse  di eseguire gli allenamenti che prima trovavo difficoltà  ad eseguire a causa  delle cure che mi erano debilitato.
Poi, dopo un certo periodo il maestro mi propose di ricevere il secondo livello, quello per me fu un giorno bellissimo, poiché sentivo che stavo ricevendo qualche cosa d’importante,  avrei avuto la possibilità di aiutare qualcuno  anche se distante da me fisicamente.
Agli incontri sentivo spesso chi aveva la il secondo  mettersi d’accordo su chi poter aiutare , onestamente mi sentivo impotente  in quei momenti.
Alcuni giorni  dopo ricevuto il secondo livello  fui chiamato per andare a fare dei controlli medici (a quel tempo li facevo ogni tre mesi) e per me era come un incubo, cercavo di aprire la lettera con i risultati delle prove  lentamente mentre in cuor mio pregavo che gli esiti fossero buoni  poiché non mi sentivo pronto per un’altra sconfitta.
Quel giorno con stupore scoprii che il valore delle piastrine del sangue   erano raddoppiate  di colpo e questo fin prima  era mai accaduto prima e quindi i valori erano buoni!
Dalla felicità chiamai la compagna del mio insegnante e con le lacrime agli occhi le raccontai con gioia la sorpresa che avevo ricevuto  dall’esame medico.

 La scelta di diventare insegnante

Passai un bel periodo, ma un giorno il mio Maestro partì, e  così decidemmo   assieme ad altri amici di continuare a riunirci e portare avanti l’idea di continuità di modo da poter mantenere i nostri  incontri  Reiki su  invito andavamo di  casa in casa.
Con il passare del tempo pensai di intraprendere il percorso d’insegnante, poiché  di volta in volta persone nuove venivano e quindi anche chiedevano di poter avere la possibilità di trasmettere questa energia di nome Reiki .
 Da allora sono passati dieci anni e come allora noi continuiamo a ritrovarci settimanalmente . Quando ci viene richiesto con tutta umiltà  ci attiviamo per condividere e trasmettere
 Reiki sia a contatto che a distanza a seconda delle varie  necessità.
Manteniamo un contatto riservato con la persone  o con la famiglia  che ci chiede di intervenire .
Personalmente  e coloro che con me si riuniscono per questi  pensiamo che questo sia un modo  coretto di affrontare le situazioni in modo tale da non interferire psicologicamente sui soggetti direttamente trattati.
Io sono certo che i trattamenti Reiki aiutano, e sento in  me che  azioni di cuore rivolte con amore verso il nostro prossimo aiutano tutti compresi noi stessi.
Due anni fa è stata l’ultima visita di controllo medico  che feci all’ospedale e là trovai una dottoressa che mi chiese come ero stato capace di rimettermi così bene dopo tutto quello che avevo passato.
Risposi che dovevo ringraziare il buon Dio e l’energia dell’amore che permea  ogni cosa  e il Reiki che mi sostiene ogni giorno.
 Dentro di me ringrazio il Sensei  Mikao Usui  che ci ha dato la possibilità di attingere a questa conoscenza.
Naturalmente un ringraziamento va a tutti coloro che hanno fatto sì che direttamente o indirettamente oggi potessi condividere con voi questa mia testimonianza.
 Un abbraccio a tutti voi cordialmente
Celeste.


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